Chitarre indiane: tipologie e caratteristiche degli stumenti a corde indiani

Chitarre indiane: tipologie e caratteristiche degli stumenti a corde indiani

16 Luglio 2020 Off di Unindovinocidisse

La chitarra indiana è lo strumento a corde più conosciuto della cultura musicale dell’India. Poco nota in Occidente, è parte integrante di una tradizione musicale molto antica, già presente nei testi delle sacre scritture Indù.

Tutti abbiamo sentito almeno una volta una musica indiana, fondata su una sola linea melodica chiamata raga. Questa parola affonda le sue radici nel sanscrito e significa “ciò che colora lo spirito”. Lo stile è monofonico e oltre al canto ci sono sempre degli strumenti musicali, completamente differenti da quelli tipici della musica occidentale. L’unico strumento che si utilizza in entrambe le culture è il violino, portato in Oriente dai colonizzatori francesi, ed adattato alle musiche orientali.

Il sitar: la tipica chitarra indiana

La chitarra indiana più famosa della cultura musicale indiana è il sitar. Conosciuta anche con il nome di liuto antico, fu inventata nel XIII secolo dal musicista Amir Khusrau. Il sitar è molto conosciuto anche in Occidente per il tipico lungo manico di legno e la cassa acustica realizzata con una zucca tonda svuotata. Le corde poggiano su ponti in corna di bufalo o di cervo.

Si tratta di uno strumento molto diverso dalle chitarre che si suonano da noi, che al contrario hanno un manico corto e una cassa acustica molto più grande. Il sitar un tempo aveva soltanto tre corde mentre oggi ne ha venti. Sotto le sette corde ci sono le altre tredici, definite simpatiche. Esse vibrano senza essere sollecitate grazie al moto vibratorio delle corde che stanno sopra. Il musicista che suona il sitar porta all’indice della mano destra un anello in metallo, chiamato mizrab. Questo strumento ha caratteristiche sia del tamburo persiano che della vina indiana. Sia la sua accordatura che la sua costruzione, ma anche la tecnica con cui si suona, sono soggette a continui cambiamenti.

Tambura

Spesso ad accompagnare le melodie del sitar si affianca un altro strumento indiano, il tambura. Si tratta di uno strumento a corde che non ha tasti incurvati sul manico. Anche il numero di corde è diverso: può averne da quattro a sei che sollecitate con ritmo regolare producono un suono armonico sul bordone. La sua funzione è quella di creare un sottofondo nella musica strumentale ed accompagnare un cantante solista o il sitar. E’ una sorta di liuto, con un collo allungato che lo rende diverso dal liuto tradizionale.

Mohann Veena

La principale caratteristica della chitarra indiana è che viene suonata tenendola sul grembo, con il manico a sinistra. Una delle chitarre che ricordano quelle europee è la Mohann Veena, nome che deriva da colui che l’ha ideata. Si tratta di un’invenzione di origine molto antica, anche se lo strumento risale alla metà del secolo scorso.

A differenza delle chitarre che conosciamo ha tre o quattro corde sollecitate da oggetti molto pesanti che possono essere in vetro, pietra levigata o metallo. Così si ottengono suoni particolari, quelli tipici della musica indiana, che per certi versi ricordano la tecnica slide del blues. La chitarra indiana è dotata di altre due corde, dette chikari, che danno un maggior ritmo all’esecuzione. Inoltre hanno anche dodici corde di risonanza molto sottili, situate in modo parallelo alle corde della melodia.

Surbahar

Il surbahar assomiglia molto al sitar ed è una chitarra con manico lungo e una cassa di risonanza sul retro, fatta con legno o una zucca. La cassa armonica principale è realizzata con una zucca grande di forma schiacciata. Solitamente è ornato in cima da una testa di drago o di cigno. Rispetto al sitar produce un suono molto più basso. La sua somiglianza con il sitar si evince anche dallo stesso numero di corde, venti. Anche qui sette sono quelle principali e tredici sono di risonanza.

Altri strumenti musicali indiani

Gli strumenti utilizzati nella musica indiana sono molto diversi dai nostri e ce ne sono alcuni che forse non tutti conoscono.

Bansoori

Il bansoori è un flauto di bambù di misura variabile con l’imboccatura traversa. Dalla misura dipende anche la sua intonazione.

Tabla

Un altro strumento indiano è la tabla. E’ composto da due percussioni attaccate che producono suoni differenti. Famosissimo in Oriente, una percussione produce un suono dal timbro cavernoso e molto basso, l’altra un timbro legnoso e alto.

Dhol

Nella musica indiana si utilizza anche il dhol, in particolare nei canti devozionali. E’ un tamburo in terracotta di origini bengalesi formato da due pelli molto piccole che, grazie a queste, produce suoni molto acuti.


Foto copertina yankra / Public domain.